L'Appia Antica in auto: cosa si vede e dove fermarsi

La strada che esce da Roma e non torna indietro

L'Appia fu aperta nel 312 a.C. dal censore Appio Claudio Cieco per muovere gli eserciti verso sud. I romani la chiamavano regina viarum, ed è l'unica strada antica che si possa ancora percorrere sul fondo originale: blocchi di basalto neri, posati a mano, scavati dai solchi di duemila anni di ruote cerchiate in ferro.

Dal 2024 è patrimonio UNESCO, il che non ha cambiato nulla di come si sente quando ci sei sopra. Resta una stradina di campagna tra pini e sepolcri spezzati, a dieci minuti dal Colosseo, dove si sentono gli uccelli invece delle macchine.

Per chi ha un'auto è la mezz'ora di guida più bella dei dintorni di Roma. Ed è anche il modo naturale di uscire dalla città verso i colli — cioè esattamente ciò per cui era stata costruita.

Cosa si incontra, nell'ordine

Porta San Sebastiano è il punto in cui la strada esce dalle Mura Aureliane: la porta antica più grande e meglio conservata di Roma, con dentro il piccolo Museo delle Mura.

Il Domine Quo Vadis, poco oltre, è la chiesetta costruita dove Pietro in fuga da Roma avrebbe incontrato Cristo che andava nella direzione opposta. Cinque minuti, e vale la sosta.

Le catacombe di San Callisto e San Sebastiano sono i due grandi complessi sotterranei, chilometri di gallerie su più livelli. Le visite sono guidate e a pagamento, e i giorni di chiusura sono diversi tra loro: conviene verificarli prima di costruirci la giornata.

Il Circo di Massenzio è il circo romano meglio conservato che esista, con i carceres ancora leggibili in mezzo all'erba. Quasi nessuno si ferma, ed è proprio il motivo per farlo.

Il mausoleo di Cecilia Metella è il tamburo rotondo che fotografano tutti, trasformato nel Medioevo in castello. È qui che la strada cambia.

Dopo Cecilia Metella finisce l'asfalto e comincia il basolato originale, con i sepolcri e i frammenti di statue nell'erba ai due lati. È il tratto per cui si viene, e prosegue per chilometri.

Villa dei Quintili, più avanti, è un'enorme villa imperiale con terme e acquedotto propri, sottratta dall'imperatore Commodo ai fratelli che l'avevano costruita per il semplice motivo che la voleva.

Quando andarci, e la trappola della domenica

La domenica l'Appia storica è chiusa al traffico, come nei giorni festivi: è consegnata a chi cammina e a chi pedala. A piedi è splendida, in auto è impossibile. Vale in entrambe le direzioni, quando organizzate.

La luce migliore è la mattina presto, ed è anche il momento in cui la strada è vuota. Il tardo pomeriggio è il secondo posto, quando i pini allungano le ombre sul basolato.

Primavera e autunno sono i mesi giusti. In piena estate, andateci presto: sui tratti aperti non c'è ombra e la pietra tiene il caldo.

Guidarla: quello che nessuno dice

Il basolato è duro. Blocchi poligonali, fughe larghe, solchi profondi: si procede a passo d'uomo, e fa parte del piacere, ma non contateci per far strada.

La carreggiata è stretta e a doppio senso, con i muretti ai lati e nessuna banchina. Incrociare qualcuno significa che uno dei due arretra fino a uno slargo: è normale, non se la prende nessuno.

I parcheggi sono informali: ghiaia agli ingressi dei siti principali, e in mezzo ci si accosta sul ciglio erboso, con giudizio.

Serve un'auto piccola, stretta e aperta. Tutto ciò che è grande diventa un problema sui solchi, e tutto ciò che è chiuso vi taglia fuori dall'unica cosa per cui siete venuti: il suono di una strada senza traffico.

Dove porta

L'Appia non è una meta, è l'inizio di una giornata. Seguendola si arriva ai piedi dei Colli Albani, dove la strada sale verso Castel Gandolfo, i laghi vulcanici e i paesi del vino — Frascati, Grottaferrata.

Uscire sull'Appia la mattina, passare il pomeriggio sui colli, riscendere al tramonto: è la giornata per cui quella strada è stata fatta, tolte le legioni.

Domande pratiche

Si può andare in auto sull'Appia Antica?

Sì sul tratto storico, tranne la domenica e nei festivi, quando è chiusa al traffico. Sul basolato originale si va a passo d'uomo.

Quanto dura la visita?

Mezza giornata per la strada e i siti liberi. Con catacombe o Villa dei Quintili serve tutta la mattina.

È gratis?

La strada, i sepolcri e il Circo di Massenzio si vedono liberamente. Catacombe e Villa dei Quintili hanno biglietto e giorni di apertura propri.

Come ci si arriva dal centro?

Si parte da Porta San Sebastiano, una decina di minuti in auto dal Colosseo, fuori dalla zona a traffico limitato.

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