Gina, Sophia, Claudia e Anita
Quattro vetture. Corda, legno e un motore che non fa rumore.

I nomi
Portano il nome di quattro donne che hanno definito un'idea di stile italiano sullo schermo, negli anni in cui quell'idea si è formata. Non serve dirlo più chiaramente di così: chi le riconosce, le riconosce.
Sono quattro vetture identiche nella meccanica e diverse nel colore. Gina è bianca, Sophia arancione, Claudia verde e Anita gialla. Al momento della prenotazione potete chiedere la vostra, e ve la prepariamo.
Gina
Bianca. Contro l'ocra dei muri di Roma sparisce e lascia parlare lo sfondo: è la vettura giusta se le fotografie le volete piene di città.
Sophia
Arancione. All'ora dorata prende la stessa luce dei mattoni e diventa il soggetto. Se volete che nelle foto si veda prima lei, è questa.
Claudia
Verde. È la più discreta delle quattro: fra i pini e i cipressi dei Castelli sembra a casa, e in città fa un contrasto che le altre non fanno.
Anita
Gialla. È quella che si vede da lontano. Nei cortei e nelle foto di gruppo è la vettura che tiene insieme l'inquadratura.
Non sono auto d'epoca, ed è voluto
Lo diciamo subito perché qualcun altro, al posto nostro, non lo direbbe. Sono quattro vetture nuove. Non sono state restaurate, non hanno cinquant'anni, non hanno un motore d'epoca da tenere a bada.
Hanno la forma e l'apertura della Méhari originale — i fianchi che non ci sono, la capote di tela, i quattro posti veri — e sotto un motore elettrico che parte sempre, non si surriscalda nel traffico di luglio e non vi lascia a piedi in salita all'Aventino. Un'auto degli anni Sessanta, a Roma ad agosto, quelle cose le fa. Noi vi vendiamo una giornata, non una scommessa.
Come sono fatte
È la parte che non si vede nelle fotografie da lontano, ed è quella per cui poi la gente le fotografa da vicino.



Poi ci sono le cose piccole. La maniglia di corda con i terminali cromati al posto del tiretto di plastica. La capote color crema che si ripiega in due minuti. Il portellone posteriore che si apre a ribalta e dove, se avete preso il cestino, si mangia.
Perché a Roma servono proprio queste
Non è una questione di gusto. È l'unico modo per entrare.
Sono tutte e quattro quadricicli pesanti elettrici, omologazione L7e, e nel regolamento di Roma Capitale i quadricicli sono ammessi nella zona a traffico limitato del Centro Storico senza il permesso a pagamento introdotto dal 1° luglio 2026, che per un'automobile elettrica arriva a mille euro l'anno. Le nostre targhe sono registrate anche per la ZTL A1 Tridente.
Ed essendo elettriche, sulle strisce blu non pagano. Su un giro fatto di soste — e a Roma sono tutti fatti di soste — è la differenza fra fermarsi dove volete e girare in cerca di un posto.
Una cosa che invece non fanno, e ve la diciamo prima: in autostrada e sulle superstrade non possono andare. I nostri percorsi non ci passano mai.
Fotografarle
Diciamocelo, è una delle ragioni per cui si noleggia una macchina così. I fianchi aperti vogliono dire che potete fotografare da seduti, senza un montante e senza un vetro fra l'obiettivo e la città.
Se volete sapere dove portarle, abbiamo scritto una guida ai cinque posti di Roma dove la fotografia viene davvero, con l'ora giusta della luce per ognuno.
Domande pratiche
Sono auto d'epoca restaurate?
No. Sono vetture nuove, costruite oggi, con la forma e l'apertura della Méhari originale e un motore elettrico. Preferiamo dirvelo noi che farvelo scoprire.
Posso scegliere quale?
Sì. Nel modulo di richiesta c'è il menu con tutte e quattro: Gina bianca, Sophia arancione, Claudia verde, Anita gialla. Se non avete preferenza lasciate l'ultima voce e vi diamo quella libera.
Quanti posti hanno davvero?
Quattro veri, compreso chi guida: due sedili davanti e una panca dietro, tutti intrecciati in corda. Non sono quattro posti dichiarati e tre utilizzabili.
Che patente serve?
La patente B, conseguita da almeno un anno. Per chi arriva da fuori Unione Europea serve anche il permesso internazionale di guida oppure una traduzione giurata in italiano, da procurarsi prima di partire.
Sono difficili da guidare?
No. Sono automatiche: nessuna frizione e nessuna marcia. I comandi sono tre e in quindici minuti alla consegna li avete imparati.
Se piove?
Si va. C'è la chiusura completa in tela con i pannelli laterali e si monta in cinque minuti. Si annulla solo con il maltempo vero, e in quel caso il rimborso è totale.
Da quando sono disponibili?
Dal 13 marzo 2027.