Méhari o Fiat 500: quale guidare a Roma
La differenza che nessun soldo può colmare
Prima del cambio, prima dei posti, prima di ogni altra cosa: in centro a Roma la 500 non entra.
Una Fiat 500 d'epoca a benzina è fermata due volte. Dalla Fascia Verde, che tiene fuori i veicoli più inquinanti da una porzione enorme della città. E dalla ZTL del centro storico, dove conta l'autorizzazione all'accesso e a lei non spetta.
La nostra è un quadriciclo elettrico, omologazione L7e. Nel regolamento di Roma Capitale i quadricicli sono fra i veicoli ammessi all'ingresso nella ZTL del Centro Storico. Passa dove l'altra non passa — e non è una questione di prezzo: non esiste un permesso che una 500 a benzina possa comprare per entrare.
E c'è il seguito: essendo elettrica, la nostra sosta gratis sulle strisce blu, che in centro sono quasi l'unico posto dove ci si possa davvero fermare.
Se il vostro giro romano si ferma ai bordi del centro, la 500 va benissimo. Se invece volete attraversarlo, la scelta l'avete già fatta senza accorgervene.
Poi viene il cambio, ed è la seconda cosa che conta
Sono entrambe icone e sono entrambe bellissime. Ma se il giro lo guidate voi, e non c'è un autista accanto a rimediare, la seconda differenza non è il gusto: è il cambio.
La Fiat 500 d'epoca ha il cambio manuale. Non solo manuale: sulle prime serie è anche non sincronizzato, cioè la doppietta in scalata è un gesto che si impara, non che si improvvisa. Nel traffico romano, in salita verso i Castelli Romani, con una frizione che non perdona.
La Méhari elettrica non ha cambio. Nessuna frizione, nessuna marcia, nessun rumore. Se avete guidato un'auto automatica una volta nella vita, sapete già guidarla.
Detto in modo brutale: metà dei visitatori nordamericani e australiani non sa guidare col cambio manuale. Per loro la 500 d'epoca non è una scelta difficile, è una scelta impossibile.
Lo spazio, che si scopre quando è tardi
La Fiat 500 ha due posti veri e due simbolici. Il divanetto dietro esiste sulla carta di circolazione; nella realtà è per un bambino o per una borsa. In quattro adulti non ci si va, e se ci si prova, non ci si sta per otto ore.
La Méhari ha quattro posti veri, seduti alla stessa altezza, con lo spazio dietro per le gambe e un vano dietro dove finiscono zaini, cestino e giacche.
C'è poi una cosa a cui nessuno pensa finché non gli succede: l'altezza da terra. Nella 500 ci si cala; dalla 500 ci si tira su. Chi ha sessant'anni, un ginocchio stanco o semplicemente non ha voglia di fare quel movimento venti volte in una giornata, dopo la terza tappa smette di scendere. La Méhari si sale e si scende come da una sedia.
Aperta e aperta non sono la stessa cosa
La 500 ha il tettuccio in tela che si arrotola: sopra sei all'aperto, ai lati sei dentro un'automobile, con montanti, portiere e vetri.
La Méhari è nata senza fianchi. Non c'è un vetro fra voi e l'Appia Antica: i pini passano di lato, non oltre un finestrino. È il motivo per cui le foto vengono diverse — e, se il giro lo fate anche per quelle, non è un dettaglio.
Il silenzio, che a Roma non è poco
Il bicilindrico della 500 è parte del fascino: si sente, vibra, racconta. Per un'ora è meraviglioso.
Per otto ore, sul basolato dell'Appia, con qualcuno accanto a cui vorreste dire qualcosa, è rumore. In elettrica sull'Appia si sentono gli uccelli e le ruote sulle pietre, e si parla senza alzare la voce.
Da dove viene questa automobile
La Méhari non è nata come un mezzo curioso. È nata nel 1968 ed è diventata l'automobile delle estati italiane e francesi: elegante senza essere seriosa, sportiva nel modo in cui lo sono le cose leggere, da campagna perché una strada bianca non le fa paura, da mare perché è stata la macchina di Saint-Tropez, di Porto Rotondo e di Capri.
È l'auto che si teneva nella casa al mare: la mattina per andare a prendere il pane, la sera per andare a cena vestiti come si era.
Questo è il motivo per cui non la mettiamo in fila dietro una guida. Quasi tutte le esperienze di questo tipo a Roma vi mettono un autista davanti oppure vi incolonnano in un convoglio, e dove il volante ve lo lasciano davvero è spesso su richiesta, con il cambio manuale scritto fra i requisiti.
Noi vi diamo le chiavi e il roadbook. Un'automobile con un carattere lo mostra soltanto se la strada la scegliete voi.
Dove la 500 vince, e non fingiamo di no
È la 500. È l'automobile italiana più riconoscibile del mondo, e se il vostro sogno è quella e solo quella, nessun ragionamento sui posti e sul cambio ve la toglierà. Fate bene: i sogni non si ottimizzano.
Sta ovunque. È corta, si infila e si parcheggia in spazi dove noi dobbiamo cercare.
Ha il suono. Se quello che cercate è la meccanica, l'odore, il gesto della marcia, l'elettrico non ve lo dà e non pretende di darvelo.
Si trova facilmente. A Roma di 500 a noleggio ce ne sono parecchie, e a un prezzo più basso del nostro. Noi siamo quattro vetture: nei fine settimana di primavera si esauriscono, e chi vuole partire domani una 500 la trova — la nostra va prenotata prima.
Come scegliere in trenta secondi
Prendete la 500 se siete in due, se sapete usare il cambio manuale, se il giro dura poche ore e se è proprio quella macchina che volete guidare.
Prendete la Méhari se siete in tre o quattro, se qualcuno di voi non guida il manuale, se state fuori tutto il giorno, se avete bagagli o bambini, o se volete un'auto in cui si sta comodi invece di un'auto in cui si sta stretti perché ne vale la pena.
Cosa guidate con noi
La nostra è una eStory: la Méhari reinventata in elettrico. La forma è quella che riconoscete, sotto c'è una batteria. Quattro posti, cambio automatico, fianchi aperti, sedili intrecciati a mano in corda, pavimento in teak nautico e volante in legno.
Non è veloce, ed è esattamente il punto: l'Appia Antica e le strade dei Castelli Romani sono fatte per andare piano.
Si chiamano Gina e Sophia, e potete dirci quale preferite quando prenotate.
Domande pratiche
Serve la patente speciale per la Méhari elettrica?
No. È omologata come quadriciclo pesante (categoria L7e) e si guida con la normale patente B, posseduta da almeno un anno: al volante non cambia nulla rispetto a un'auto automatica. Chi ha una patente non europea deve portare anche il permesso internazionale. In autostrada non può andare, ma sull'Appia e sui Castelli Romani l'autostrada non serve — e in compenso i quadricicli entrano nella ZTL del centro storico, dove le auto d'epoca a benzina non possono.
Quante persone ci stanno davvero?
Quattro adulti, seduti comodi, con lo spazio dietro per zaini e cestino. Sulla Fiat 500 d'epoca i posti dietro sono utilizzabili da bambini o per poco tempo.
È difficile da guidare?
No, ed è il punto: non ha frizione né marce. Se avete guidato un'auto automatica, sapete già guidarla. Si guida come una citycar e non è veloce.
Si può usare anche se piove?
Sì. La chiusura completa in telo nautico, con finestrini e portiere morbide, tiene l'abitacolo asciutto. Se il tempo è davvero brutto spostiamo la data o rimborsiamo.
Quanto costa rispetto a un tour in Fiat 500?
Si paga la vettura, non il biglietto a testa: 250 € in due per la mezza giornata, 390 € in due per la giornata intera, con 75 € per il terzo e per il quarto passeggero. In quattro fanno 100 € a testa per otto ore, guida compresa e senza nessuno a bordo con voi.
